Garney vs Checchetto, Daredevil




Buongiorno e buon fine settimana a tutti popolo nerd ormai siamo a buon punto della nuova edizione di Daredevil, il terzo volume è ormai disponibile nelle fumetterie ed edicole; per questo motivo volevo parlarvi di quello che penso dei primi volumi, un nuovo inizio per Matthew Murdock reduce di un grave incidente (consiglio di leggere il numero 92 e 93).
Chi come me ha letto Devil e i cavalieri Marvel 54 fino al numero#93 e successivamente ha acquistato il numero #94 ha potuto da subito notare una chiara differenza a livello grafico.

Ovviamente gli autori sono diversi, nei primi #93 fumetti troviamo la mano di Ron Garney per i disegni, colori di Matt Milla. Il loro marchio di fabbrica a mio parere sono le figure quasi abbozzate che aumentano il dinamismo della scena e l’eccessivo uso dei colori scuri e caldi, nelle tavole sono predominanti il nero e il rosso, il bianco usato come netto divisore e ben ponderato con le sfumature di grigio per un bellissimo effetto di chiaro scuro! I testi sono creati invece da  Charles Soule e tradotti da Luigi Mutti, Devil è sempre autoironico sulla sua condizione, si schiera sempre dalla parte dei giusti sia da avvocato che da diavolo ma non ho visto tridimensionalità nel carattere del personaggio cosa che invece troviamo già dalle prime pagine del nuovo inizio di Daredevil di Checchetto e Zdarsky.
                                           

Sulla destra trovate una tavola di Checchetto e sulla sinistra quella di Garney a voi notare le nette differenze tra colori usati, chiarezza dei dettagli. Anche se da queste due tavole sembra tanto che continuino ad usare la tecnica obliqua per mantenere il dinamismo nelle tavole come veniva fatto con i primi fumetti di super eroi.
Mi vorrei soffermare sulla nuova edizione e lasciarvi un mio parere.
Nel numero 1 #94 Matthew Murdock deve riprendersi da un grave incidente ma non vuole rinunciare alla sua vita da Diavolo Rosso.
Personalmente le tavole di Checchetto sono splendide! Mettono in risalto il personaggio, l'ambientazione noir, i colori usati e la tecnica del chiaro scuro è davvero impressionante! Ha dimostrato più volte le sue abilità e bravura alla marvel e in queste tavole non si è smentito per niente, nei momenti più tranquilli della vita di Matthew, Checchetto si sofferma molto sulle espressioni facciali rendendole complete, capaci di parlare senza l'utilizzo della vignetta.
Per non parlare dei dialoghi e testi di Zdarsky che danno forma al personaggio. Ovviamente non ci si può basare solamente sui primi volumi per un'accurata opinione ma posso solo dire che l'utilizzo dei flashback per far comprendere ai nuovi lettori chi sia davvero Matthew Murdock, la sua giovinezza, il rapporto con il padre, con la giustizia e soprattutto con la chiesa.
Un nuovo inizio davvero con i controfiocchi per il diavolo di Hell's Kitchen!


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