La tavola degli otto di Raffaella Iannece Bonora


Buongiorno cari lettori, nuova recensione! Sono emozionatissima poiché questo romanzo mi ha catturato sin dalle prime pagine, tra le citazioni iniziali e le storie apparentemente auto conclusive mi ha stregata! Sarà un romanzo da Cinque stelle piene? 

Prima di iniziare vorrei ringraziare Raffaella che è stata così gentile da regalarmi una copia cartacea del romanzo e per la bellissima dedica con una citazione celtica all'interno che mi rappresenta molto.



Intorno a un enorme tavolo di quercia, otto divinità si interrogano sul proprio ruolo al cospetto di un'umanità sempre più incapace di approcciarsi con il loro mondo. Otto sono anche le storie narrate in questo libro: si parte da Yuki, una ragazza dal passato nebuloso e incapace di rilassarsi, passando per la sete di vendetta di Imogene, i turbamenti di Odelia - un'amish con dei dubbi esistenziali - e un incidente di percorso che costringe Bastian, un giovane ricco e viziato, a interrogarsi sull'importanza dei valori. Liza, una donna dalla vita quasi perfetta, si trova invece di fronte alla possibilità di esaudire il proprio desiderio più grande, mentre i problemi d'ansia stanno rendendo la vita di Luke un inferno. Infine, con Milo si esplorano i confini dell'universo e con le vicende di Sofia e Sergio facciamo un salto nella Milano degli anni Cinquanta. Cosa lega tutte queste vicende? I loro destini sono appesi a un filo, e solo credere in un miracolo potrà aiutarli.




  • Copertina flessibile: 176 pagine
  • Editore: Scatole Parlanti (25 settembre 2019)
  • Collana: Voci
  • Voto: 🌟🌟🌟🌟🌠
Citazione preferita: "[...]Ricordava a quella gente che non accettava lezioni di corsa da chi non sapeva nemmeno camminare"

Il prologo mi ha colpito molto, per un momento mi sono immaginata la scena con tutte le divinità sedute a quel grande tavolo a parlare di noi comuni mortali, del fatto che li avessimo dimenticati tanto da venirmi in mente American Gods di Gaiman . Poi qualcosa è cambiato, un susseguirsi di storie apparentemente diverse tra loro, tutte quante con un finale aperto. 

La prima storia parla di Yuki, una ragazza che non vive senza la sua agenda, che non riesce a rilassarsi e molto ma molto sfortunata. Ho pensato, leggendo questa storia che a tratti fossi io, quando è una giornata particolarmente grigia tutto va nel verso sbagliato. La conoscenza di un pompiere in una situazione sconveniente riserverà un po'  di fortuna per la nostra cara ragazza. Un viaggio, poco tempo, imprevisti su imprevisti e un finale aperto che all'inizio mi ha lasciato senza parole. Ho sperato che si trattasse di uno scherzo e che nelle pagine successive ci fosse la conclusione alla storia. 

Poi abbiamo Imogene e lei è la cara e vecchia rappresentazione del detto "la vendetta è un piatto che va servito freddo" in questo caso direi congelato! Imogene è una donna forte, che non si perde d'animo e cerca, nonostante problemi finanziari di dare un roseo futuro alla sua povera figliola. Il destino però ha altri piani, sconvolgerà la sua vita, offrendole la possibilità di vendetta verso un uomo avido solo di potere, denaro e narciso. Perché no, anche un futuro anche per lei e sua figlia.

Passiamo a Odelia, questa storia, insieme a quella di Yuki e Luke è una tra le mie preferite. Nella prima parte del romanzo però non abbiamo quel chiaro segnale di cambiamento e ribellione, infatti la sua storia finisce con un finale non aperto ma molto molto di più! Lasciandomi molto interdetta, con un sacco di domande che mi frullavano per la testa.

Bastian, la sua storia è qualcosa di sentito e risentito ma che non mi stancherò mai di leggere. Un ragazzo che ha tutto, forse anche troppo. Pensa così di poter sviare anche la legge ma a causa di un posto di blocco dovrà rivalutare tutta la sua vita, forse aprendo i suoi occhi, anche il cuore. 

Liza invece ci ricorda un po' la storia di Aladdin, tanto da citarlo. Un desiderio ha un prezzo che sì, a volte siamo disposti a pagare ma che dopo potrebbe risultare davvero un disastro. Il sogno di una vita potrebbe essere solo una facciata e dietro c'è solo del marcio! In questa storia ho trovato una certa evoluzione della protagonista che mi ha fatto fare il tifo per lei e per la nostra piccola Genia.

Terzultimo racconto, Luke. Un ragazzo che soffre di attacchi d'ansia così forti da precludersi la vita, un futuro. Ho trovato la sua storia molto simile alla mia, per certi versi, ho anche io avuto le mie paure e dovute affrontare, Insomma per me Luke è stato l'ennesimo battesimo per allontanare il passato e ciò che c'è stato.

Con Melo, lontani anni luce abbiamo esplorato lo spazio e cosa si può essere capaci per amore.


Infine negli anni cinquanta una coppia Sergio e Sofia. Sofia figlia di un contadino che ama il disegno che fugge dal suo passato per cercare di costruire un futuro. Sergio invece, sempre partendo dal fondo era diventato un pubblicitario importante. Il caso li fa incontrare e per Sofia sembra che le cose vadano per il verso giusto. Ma non dimentichiamo mai che gli Dei guardano, creano un po' di caos e poi forse, se hanno voglia rimettono tutto a posto. 

Quando ormai la mia mente stava cedendo ai colpi di tutte quelle storie. Poof che appare una seconda parte, tutto si rimette in gioco nelle vite dei nostri protagonisti degli otto racconti. 

L'epilogo con l'interrogarsi sui perché dell'umanità è azzeccatissimo. Se leggerete il libro arriverete alla conclusione che le storie sono accomunate solo da un aspetto, principale. 
Voi credete nei miracoli?

Che dire dunque di questo romanzo? Ogni storia ha preso un pezzo della mia anima e le custodirò per sempre, penso che in ogni momento possa intrufolarsi la voce di Yuki o della zia Jo. A mio parere un esordio con i  contro fiocchi. Raffaella è riuscita con l'utilizzo delle figure degli Dei a infonderci ancora speranza, di non arrenderci mai che in qualsiasi momento la ruota del fato gira e può girare il nostro favore. 

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