Big Fish- Le storie di una vita incredibile


Buongiorno cari lettori, oggi non parliamo di libri ma di un film che ho conosciuto attraverso la lettura di un romanzo. La pellicola in questione è un film di Tim Burton del 2003 tratto dall'omonimo romanzo di Daniel Wallace.

Amo scoprire film che mi tengono attaccata allo schermo, che dopo i titoli di coda mi lasci qualcosa dentro. Questo è uno tra questi. Non sarà il mio film preferito ma merita di entrare nella classifica Top 10.

Magari un giorno di questi farò una lista dei miei film preferiti, sempre se riesco a decidermi quale mettere al primo posto.


Ma tornando al film di Burton. La storia narra di un uomo Edward Bloom un abile pallonaro, lo chiamerei così io nel mio paese. William, suo figlio all'inizio era affascinato dalle sue stravaganti e fantastiche storie ma, con il passare del tempo e l'età che avanza inizia a vedere quelle storie quelle che sono in realtà, dei racconti inventati da un uomo che sembra aver bisogno di stare al centro dell'attenzione.

Le storie spesso narrano di un uomo alto cinque metri, un uomo lupo, la propria morte vista nell'occhio di una vecchia strega... una cittadina molto bizzarra dove tutti vivono senza scarpe.


Insomma a chi non sembrerebbero delle storie inventate per alleviare la monotonia e il grigiore quotidiano? A tutti capita di raccontare qualche avvenimento e di aggiungere qualche piccolo dettaglio inesistente, così per dare un po' di pepe alla nostra narrazione.


Le storie di Edward Bloom fecero però allontanare suo figlio, finché non si ammalò e William decise di tornare da lui ma cercando di capire quanto fossero vere le sue storie.


Troviamo anche una nota dolce, un amore nato per caso, lo chiameremmo colpo di fulmine.
La storia di una pesce impossibile da catturare, forse sinonimo del suo amore verso la sua donna? O forse riferito a se stesso?

A volte la verità è proprio davanti ai nostri occhi ma siamo troppo ciechi per vederla.
Un film che mi ha toccato nel profondo, devo essere sincera non sono riuscita a trattenere le lacrime.
Sarei capace di vederlo altre tremila volte e so perfettamente di scoppiare in lacrime.
La regia di Burton merita un sacco, si vede che è un film un po' vecchiotto, magari privo di tutti quegli effetti speciali che ora accattivano tanto noi spettatori, ma con una forte morale; quello che forse oggi un po' manca.

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