Ciao la conosci...


Buongiorno cari lettori, nuovo appuntamento con questa Rubrica Leggendaria!

Oggi con noi abbiamo... Nicole Olindo!



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Scopriamo insieme alcune curiosità su Nicole!

1- Sono una persona poco paziente. Quando scrivo tendo a decider tutti I dettagli di ogni capitolo su un quaderno, così che quando sono al PC posso avere le cose sotto controllo, e rischio meno di incappare in blocchi, sguardi strani a una pagina vuota e terrori che mi fanno sudare. Ammetto che vado anche a sentimenti, ma la mia poca pazienza, mista alla voglia di essere produttiva e pignola, mi portano a essere incoerente e a comportarmi di conseguenza. Per la mia poca voglia di aspettare mi è capitato anche di buttare romanza quasi finite - e parlo di almeno seicento pagine che nessuno leggerà mai. 

2- Non riesco ad abbandonare un personaggio. Va bene, è anche vero che nei miei romanza ci sono molte morti, ma è perché in qualche modo il lutto creative mi fa sentire vicina all'umanità delle storie. Non sono capace di lasciar andare le cose troppo bene, anche perché la vita vera non è così. Ecco, io voglio che I miei personaggi siano veri, mi ci affeziono, ed è quindi per questo motivo che piango per loro, li amo, li odio: è come dover mettere fine a una relazione, per me, finire un libro. E scrivere - continuare a farlo, sempre - mi ricorda che anche io sono un personaggio che non lascerò mai andare. Faccio parte di una storia vera, e non mi interessa se sarà bella o brutta: mi basta esistere.

3- Una cosa che mi diverte è questa: il mio primo romanzo, "L'onironauta presente" , è stato ideato dal mio cervello bacato in forma di racconto quando avevo solo sedici anni. Qualche mese dopo l'ho scritto, ma ero incompleta. Lui lo era. Per questo è uscito solo quest'anno: l'ho riscritto, corretto, riletto circa undici volte prima di darlo in mano a qualcuno che fosse in grado di leggerlo e correggerlo. Se non lo avessi fatto fermentare, di certo lo avrei buttato nel cestino. 

4- Ho iniziato a scrivere sceneggiature teatrali dopo il primo testo di teatro che ho letto - circa due anni fa. Sembrava chiamarmi quel libretto. Shakespeare, Marlowe, poi Ibsen e Goldoni... Ho steso un "qualcosa" , e neanche il tempo di elaborare quella mia nuova passione che, all'improvviso, una compagnia teatrale mi ha chiesto se scrivevo sotto soggetto primo - con le loro indicazioni, quindi. E da quel giorno ho sempre messo del teatro nelle mie storie, e della vita nel mio giovane teatro.

5- Okay, tutti gli scrittori lo fanno: prendere spunto, ispirazione, dai grandi classici. Un mio brutto vizio - che però mi piace, e me lo tengo - è quello di scrivere racconti brevi ispirati a coloro che leggo (per esempio Tolstoj, o Pirandello) e renderli diversi da ciò che è stato scritto da loro, ma dargli lo stile e l'anima giusta. Credo sia un esercizio di scrittura di notevole rilevanza, e poi è divertente. 

6- Sono una scrittrice nervosa: quando lavoro a qualcosa di grosso, di solito, devo mangiare. Oppure fumo con un turco, dipende. Però una cosa è certa: devo occuparmi la bocca, perché altrimenti parlerei ad alta voce e racconterei il mio romanzo ai vicini di casa ancor prima di scriverlo. 

7- Molti mi chiedono se c'è dell'autobiografico nelle mie storia. Io collaboro col sito ItaliaPoetica.it, e sì, con loro posso permettermi di scrivere racconti personali e molto densi, ma nei miei romanza c'è poco della mia vita

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