I'm not okay with this (Netflix series)

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I Am Not Okay with This è una serie televisiva statunitense creata dal regista di The end of the f***ing world e i produttori di Stranger ThingsE' stata però tratta dalla matita di Charles Forsman il quale pubblicò il romanzo grafico.

Quanto risulta influenzata questa serie?


Le presenze date dal regista di The End of the f***ing world e i produttori di Stranger Things hanno influenzato molto la creazione di questa serie tv. Forse, pensavano che aggiungendo, in piccola parte, elementi provenienti da due delle serie tv più amate della piattaforma potessero dar vita a qualcosa di ineguagliabile, magnifico, a mio parere non ci sono riusciti. 

La firma dei personaggi molto tridimensionali e reali è un tocco riuscito estrapolato dai protagonisti di The End, mentre le scene splatter, i vestiti anni '80 prese dal sottosopra diciamo che mi hanno un po' stancato. Certo alcune parti funzionano bene ma non risulta più quell'originalità tanto ricercata nelle nuove programmazioni Netflix. 




Trama:
Sidney è una diciassettenne che si ritrova nel pieno della sua adolescenza. Questo vuol dire dover affrontare il liceo, gli amici, le prime cotte, il sesso, il rapporto con la sua migliore amica Dina e tanto altro. Vive con sua madre, che lavora tutto il giorno per andare avanti, e il suo fratellino Liam. Suo padre non c’è più, da quasi un anno ormai ha deciso di togliersi la vita nello scantinato. A rendere il tutto ancora più complicato, Sidney ha degli strani episodi: quando si arrabbia o ha paura, succedono cose strane. Gli oggetti sul tavolo cadono, le luci tremano, oppure esce il sangue dal naso alla persona con cui sta parlando. Insomma qualcosa di misterioso sta accadendo in questa ragazzina, che si ritrova a dover gestire i suoi problemi emotivi con molta attenzione. Il binomio adolescente–tranquillità non è così realistico, ma Sidney non ha scelta: questi strani fenomeni devono rimanere segreti.


E' una serie che merita?


Vi dirò che ancora sono un po' perplessa sulla buona riuscita di questa serie, di certo una nota positiva sono le puntate molto brevi, non superano i venti minuti e scorrono abbastanza veloci tanto da non dare il tempo di annoiare lo spettatore. Anche perché in questa serie l'uso del flashback è usato molto bene tanto da far sì che noi da casa ci chiediamo cosa diavolo sta succedendo. 

Le tematiche trattate inoltre non sono da prendere sotto gamba, il contesto storico è comunque degli anni '80 da tenere ben presente per comprendere alcuni atteggiamenti dei personaggi. Il tema dell'omofobia ad esempio sembra essere una sotto trama della storia vera e propria come anche lo scovare la verità sul suo defunto padre, ma queste pian piano iniziano ad essere parte integrante, un groviglio di temi che ne creano uno solo, enorme che non saprei identificare a parole. 

I volti che appaiono in questa serie alcuni sono conosciuti per via dei ruoli ottenuti nella nuova trasposizione cinematografica di It, parliamo di Sophia Lillis e Wyatt Oleff. 


Wyatt Oleff: 15 facts about the 'I Am Not Okay With This' star you ...Sophia Lillis è il nostro personaggio principale, una bellissima e complessa Sydney Novak che si trova ad affrontare oltre i soliti problemi adolescenziali, la morte del padre non ancora superata, l'arrivo di super poteri che non riesce a gestire e che escono soprattutto con forti emozioni e una sessualità non ancora accetta. All'interpretazione magistrale a mio parer della Lillis il mio personaggio preferito rimane Stanley interpretato da Oleff. Un ragazzetto molto strano, sono fiduciosa nella seconda stagione per scoprire qualcosa di più su questo personaggio, da quel poco che si lascia intravedere nella serie merita molta attenzione, non potrete far altro che adorarlo. Il suo attaccamento ai fumetti dei super eroi (praticamente sono io ) e la continua ricerca di stare vicino a Sydney per aiutarla a controllare i suoi poteri mi ha fatto molta tenerezza. Le più belle scene della prima stagione sono tutte con loro due protagonisti, quella più conosciuta che gira spesso sui social è quella della sala da bowling dove lavora Stanley.


L'amore è argomento chiave dei periodi adolescenziali, oltre ai brufoli ( capirete a cosa mi riferisco solo guardando la serie) ma cosa fare se si prova qualcosa per la propria migliore amica? Sydney si trova così tra l'incudine e il martello, l'amore nei confronti di Dina ( Sofia Bryant) fidanzata con il solito sbruffone di turno e mantenere quell'apparente normalità ricercata nel rapporto con Stanley.

Non è una serie tv da sottovalutare, è da guardare con attenzione, molteplici sono le interpretazioni che potremmo darle. Attendiamo una seconda stagione per rendere tutto molto più chiaro,


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