Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie di Alec Bogoanovic

 Buongiorno cari lettori oggi parlo di un romanzo un po' particolare. Siete curiosi?

Trama:

La depressione è il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti-eroe ci si imbatte nell'adolescenza e cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui stesso. Finirà così per autocondannarsi a un'interminabile escalation di sfortune e miserie umane: queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.


Prezzo:13,70
Pagine:124
Voto: Carino 3


Recensione:

Il modo in cui si è approcciato l'autore non è stato il massimo, non ha tenuto molto conto della pagina a cui stava proponendo il romanzo. Sì sono una lettrice onnivora ma i messaggi inviati in massa non li gradisco molto. Nonostante questo, sapete che se un titolo è di mio gradimento lo leggo con molto piacere, oltre al fatto che, essendo una ansiosa patologica, non potevo non perdermi questo libro.

E' particolare sì, tratta storie molto reali, con un linguaggio basso e colloquiale, nonostante ciò non ho trovato la storia al massimo dell'originalità e cadendo a volte nei soliti cliché che mi hanno un po' fatto storcere il naso, la volgarità è spesso fuori luogo e a volte fastidiosa.

Le tematiche affrontate sono varie, tra questa la depressione, una tematica molto forte e spesso strumentalizzata, per questo il modo di approcciare dell'autore a questa tematica è stato con il giusto tatto, cercando di trovare e mettere in pratica soluzioni per il suo problema. Ma le vicende che dovrebbero andare a risolvere questo male non è esattamente quella che scientificamente dovrebbe essere, parlo dell'amore visto in senso negativo, come se fosse una guerra.

Non ho ben capito il finale, è un po' slegato dal resto del romanzo. Un punto di forza è di sicuro la brevità dei capitoli. 

Diverso ma personalmente mi aspettavo qualcosa di diverso.




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