Blog tour: La smemorata dei Parioli


 "Se questa storia ancora si racconta nelle cene tra i venditori a domicilio non è solo per la sorprendente personalità della protagonista, ma perché serva da monito ai giovani che sottovalutano le insidie della cosiddetta buona società, in particolare nella Capitale. Arrivato a Roma da una piccola città sull’Adriatico più con l’intenzione di fuggire dall’oppressione della provincia che con quella di laurearsi, il giovane Paolo Dentici si ritrovò puntualmente dove la sua indole lo doveva condurre: cioè alla condizione di studente fuori corso alla facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza.
Protetto dalla rassicurante qualifica di studente (nonostante un precoce ingrigirsi dei capelli), ma non più dall’assegno che i genitori esasperati gli avevano tagliato allo scoccare del decimo anno di permanenza nella Capitale, il signor Dentici doveva arrangiarsi come meglio poteva per pagarsi l’alloggio, il vitto e un minimo di svaghi. A parte qualche ristrettezza e qualche debito non onorato, era abbastanza soddisfatto della sua vita: la città gli piaceva e non avrebbe
ormai saputo vivere altrove, aveva un aspetto sano e piacente e una  conversazione brillante, faceva buone letture, le compagnie femminili non gli mancavano e poteva continuare a godere di un’elevata considerazione di se stesso, come l’atleta che rimandando di volta in volta la gara d’esordio può sempre credere di essere destinato a un futuro da campione."
(Dal racconto "La smemorata dei Parioli")

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