Il giardino delle vespe di Angela Ticca

Buongiorno eccomi qui con una nuova recensione! Questa volta parlo di "Il giardino delle vespe" di Angela Ticca. 


Trama:

Nella Siria dilaniata dalla guerra civile tre bambini, Khaled, Joussef e Ameena, giocano tra le macerie di un palazzo, scoprendo così un giardino abbandonato. Il posto perfetto per costruire il loro rifugio. Una mattina però la bambina rimane vittima di una mina inesplosa, perdendo una gamba.

Sarà questo tragico incidente oltre alla crisi del loro matrimonio a spingere i genitori della piccola Ameena a lasciare il paese per intraprendere un drammatico viaggio verso l’Italia, dove però l’integrazione si rivelerà difficile fin dall’inizio.

Per questo un anno dopo Ameena insieme al suo amico del cuore Brandon tenterà di tornare in Siria in treno attraverso l’Europa.

Ma l’incontro imprevisto con la giovane gitana Kasja e con la sua famiglia di circensi, cambierà per sempre il corso della vita dei protagonisti in un susseguirsi di avvenimenti che porteranno i destini di ciascuno di loro a legarsi in maniera indissolubile.

Pagine: 199
Editore: Bookabook
Voto: 4/5



Recensione:

Un susseguirsi di intrecci e personaggi. Sottotrame che si legano alla trama principale che rende il lettore protagonista della storia o meglio delle storie.

Ameena è una bambina quando vive la guerra, dopo aver perso una gamba a causa di una mina antiuomo parte con la madre per l'Italia, cercando di trovare un futuro migliore. Lei ha un sogno, quello di diventare una ballerina, qualcosa che potrebbe sembrare irraggiungibile. Il comportamento della madre invece è l'opposto disilluso, si chiude sempre più in se stessa. Razzismo e discriminazioni, parole chiave del libro di Angela Ticca. 

Quando fa la conoscenza di Brandon e cerca di tornare nella sua terra natia i due vengono rapiti, non mi dilungherò maggiormente poiché oltre agli spoiler rovinerei anche i meccanismi che si azionano nella testa del lettore da qui in avanti.

Le tematiche affrontate in questo libro, dunque, sono davvero tante, disparate e spesso così importanti da consegnare al lettore una forte morale, a mio parere però è troppo. Troppo perché spesso ci si perde, in alcuni punti le troppe descrizioni o avvenimenti mi hanno rallentato la lettura. 

Seppur il libro è diviso in paragrafi è tutto molto concentrato il ché non mi ha permesso di leggere con più tranquillità e calma il libro, ma tutto d'un fiato per paura di perdermi qualche passaggio fondamentale, che in questo romanzo, ammetto che abbondano. Le descrizioni dei personaggi sono state scritte divinamente, nonostante l'autrice non si sia concentrata a spiegare ogni minuzia ho percepito il loro dolore, ho vissuto il loro passato. 

Nel complesso è una lettura assolutamente da recuperare.



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