Blog Tour: Estratto "Rito di passaggio" di Alessio Pizzicannella


 «Te l’ho già detto cosa è successo», si giustificò lui.

«Rimane il fatto che siamo senza cibo.»
«Questo è vero…» mi diede finalmente ragione Mia. Era ormai buio pesto.
Uno strano rumore, appena percettibile, arrivava dai limiti del bosco appena sotto di noi. Ci alzammo tutti per andare all’ingresso della torre. Il verso si fece lentamente più forte. Si stava avvicinando.
Sembrava una voce stridula. Una moltitudine di voci. Per fortuna la sentimmo tutti e quattro, perché oggi farei fatica a capire se è accaduto veramente o se è stata un’allucinazione. 
La paura, i lupi, i cacciatori, lo stress di quei giorni stavano forse infl uenzando più di quanto potessimo immaginare le nostre giovani menti suscettibili.
E non sarebbe stata l’ultima volta. Molto di quell’estate è fi nito in un limbo tra realtà e mito.
«Corvi?» propose, o forse domandò, Indy.
«I corvi fanno questo verso?» chiese Mia.
«Sanno imitare molti suoni», spiegò Indy.
«E questo dove lo avrebbero sentito secondo te?» chiese Nero preoccupato.
«Soprattutto, quanti sono? Mi avete convinto, andiamocene da qui… appena farà mattina, però!» dissi senza vergognarmi del tremolio nella voce.

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