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Visualizzazione dei post con l'etichetta Blog Tour

Esce oggi: Uomo a Terra di Stefania Salerno

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  TRAMA: È possibile tornare a emozionarsi ancora per qualcosa che si credeva perso per sempre? Oppure accontentarsi di “esserci” per qualcuno, potrebbe essere il giusto compromesso per non distruggersi totalmente? Una risposta difficile da trovare se si è il Capitano della caserma 17, e quel qualcuno così sexy da togliere il fiato è proprio nella tua stessa caserma. Prendere una decisione importante, e cambiare sé stessi rinunciando ai propri progetti di vita per non perderla del tutto è possibile? A questo e ad altri pesanti interrogativi, proverà a rispondere invece il Tenente Harper che passerà le giornate alle prese con reclute in crisi di inferiorità, amici con pregiudizi e un matrimonio ormai alla deriva. Quando tutto imploderà in modo quasi sincronizzato, sarà la personalità forte del Capitano a far si che le carte in tavola cambino e che non venga gettato niente al vento. Come spesso accade in un incendio, c’è chi rimarrà intossicato dal fumo, chi brancolerà nel buio non sapen

Blog Tour: Estratto "Rito di passaggio" di Alessio Pizzicannella

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  «Te l’ho già detto cosa è successo», si giustificò lui. «Rimane il fatto che siamo senza cibo.» «Questo è vero…» mi diede finalmente ragione Mia. Era ormai buio pesto. Uno strano rumore, appena percettibile, arrivava dai limiti del bosco appena sotto di noi. Ci alzammo tutti per andare all’ingresso della torre. Il verso si fece lentamente più forte. Si stava avvicinando. Sembrava una voce stridula. Una moltitudine di voci. Per fortuna la sentimmo tutti e quattro, perché oggi farei fatica a capire se è accaduto veramente o se è stata un’allucinazione.  La paura, i lupi, i cacciatori, lo stress di quei giorni stavano forse infl uenzando più di quanto potessimo immaginare le nostre giovani menti suscettibili. E non sarebbe stata l’ultima volta. Molto di quell’estate è fi nito in un limbo tra realtà e mito. «Corvi?» propose, o forse domandò, Indy. «I corvi fanno questo verso?» chiese Mia. «Sanno imitare molti suoni», spiegò Indy. «E questo dove lo avrebbero sentito secondo te?» chiese Ne

Blog Tour: Estratto "Rito di passaggio" di Alessio Pizzicannella

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Le suore ci portavano alla colonia per togliersi la muffa accumulata durante i mesi invernali, ma quell’anno, a causa dei lavori di ristrutturazione nei due Istituti, maschile e femminile, ci trasferirono tutti giù alla Villa al mare da maggio a ottobre, invece che i canonici due mesi estivi, caricandoci sul torpedóne appena dopo Pasqua.  Era un autobus, ma per me, quello lì in particolare, rimarrà sempre un torpedóne, lo chiamavano così le suore e così imparammo a chiamarlo noi. Mi è sempre piaciuto quel nome, anche se oggi, se lo menzionassi a un ragazzino di dodici anni, penserebbe a qualche goffo razzo fantascientifico piuttosto che a un pullman. Il trasferimento dall’Istituto alla Villa al mare, o meglio dall’orfanotrofio invernale a quello estivo, non era che un’unica tortuosa discesa da un paese di collina, quasi montagna, a mio parere dimenticato da Dio e non solo, con arrivo a pochi, ma lunghissimi metri dalla spiaggia.  Lo aspettavamo tutti con ansia quel viaggio verso una pr

Blog tour: Rito di passaggio di Alessio Pizzicannella

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- Quarta tappa: il messaggio che vuoi trasmettere ai lettori, quale può essere il pubblico ideale, il target di riferimento     Lo spunto per raccontare questa storia l’ho trovato leggendo “Rito di passaggio” di Alexei Panshin, il libro nel quale il protagonista del mio romanzo si rifugia di continuo.  Nel libro di Panshin, al compimento dei quattordici anni, ragazzi e ragazze sono abbandonati su un pianeta selvaggio e solo chi supera la cosiddetta  prova , in altre parole sopravvivere trenta giorni in quell’ambiente ostile, può diventare adulto.  Mi è piaciuta la metafora che Panshin ha usato per descrivere un passaggio così complicato, così ho cercato di immaginare che effetto potesse avere su un dodicenne che si avvicina a quella trasformazione. Ho pensato quindi ad un ragazzo così a disagio con la sua età e con la situazione che vive, da preferir rifugiarsi tra le pagine di quel libro alla ricerca di conforto. Condividendo con i personaggi del libro di Panshin un destino, che seppu

Illusi di Simone Vannetti

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  Buon pomeriggio cari lettori! Eccomi qui con una nuova recensione! Questa volta parliamo di “Illusi” di Simone Vannetti edito Porto Seguro. Trama: Martin, un ragazzo toccato dalla magia in giovane età, viene arruolato nel Primo Squadrone Cacciatore di Illusioni, i cosiddetti  Illusi . Il loro compito è quello di gestire e risolvere le interferenze tra le creature magiche del Sottomondo che abitano  le terra  e  gli essere  umani, ai quali ne è preclusa la vista. Il caos, generato dalla Prima guerra mondiale, dall’avanzare del progresso e della modernità, ha infatti turbato la stabilità tra i due mondi, creata agli albori dell’universo dagli Antichi. Quando l’equilibrio fra Sottomondo e umani si incrina, spetta proprio al giovane far fronte alla situazione, tentando di scongiurare una guerra di proporzioni catastrofiche. In  Illusi – Diario di favole mai raccontate  si intrecciano le tinte di un romanzo storico e quelle di un fantasy tradizionale, il tutto costellato da amicizie impro

Blog Tour: Rito di passaggio di Alessio Pizzicannella

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Terza tappa: l'ambientazione e come influisce nel corso della storia.     C’è un filo  che lega il romanzo di formazione alla fiaba e ai rituali di iniziazione.  La fiaba è un ambiente che permette ai bambini di affrontare le loro paure in sicurezza. Nel mio romanzo parlo di ragazzi, o meglio di bambini che lo stanno per diventare, forse già troppo vicini a quel passaggio per concedersi rifugio nella fantasia. L’ambientazione che ho voluto creare passa dal realismo cinico dell’orfanotrofio, alla libertà della montagna apparentemente senza confini, terreno perfetto per lasciar correre la fantasia. Gli archetipi delle fiabe ci sono tutti, i lupi, i cacciatori, le torri, ma il confine tra realtà e fantasia rimane sempre sfumato così come lo è per i quattro ragazzi. Qualcuno si lascerà incantare da quell’ultima occasione di fanciullezza, per altri, ormai già troppo provati della vita, sarà più difficile superare la barriera della diffidenza.  Barriera rappresentata fisicamente nel roma

Blog Tour: Alessio Pizzicannella "Rito di passaggio".

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- Seconda tappa: descrizione fisica e caratteriale dei personaggi, come cambiano nel corso della storia, quali sono i loro obiettivi.   Il romanzo inizia con quattro personaggi senza nome.  Di loro sappiamo che sono  fratello, sorella, il suo migliore amico e un nuovo arrivato. Tutti dodicenni tranne la ragazza poco più grande e tutti ospiti, chissà da quanto tempo, di un orfanotrofio.  Un’età che rappresenta l’ultima chance per dar sfogo alla propria fanciullezza, un passaggio nel quale si vive con ansia il potentissimo e complicato cambiamento che attende appena dietro l’angolo e si guarda già con nostalgia alla semplicità del periodo che ci si appresta ad abbandonare per sempre. In qualcuno c’è riluttanza nel voler abbandonare il mondo immaginifico e fantastico che per forza di cose da adolescente si trasformerà in qualcosa di meno naïve e più spigoloso.   Altri lo ripudiano già nel goffo tentativo di bruciare le tappe.  Per tutti è forse l’ultima possibilità di farlo all’interno di

Blog Tour: Alessio Pizzicannella "Rito di passaggio".

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 Buon pomeriggio cari lettori! È con estremo piacere che vi presento la prima tappa del blog tour del libro di Alessio Pizzicannella "Rito di passaggio".  Trama: È l’estate del 1984 e il protagonista, un ragazzo di dodici anni, sua sorella poco più grande e il suo migliore amico, sono ospiti di un orfanotrofio gestito da suore.  Le “invisibili” come le chiamano loro. I tre amici si ritrovano presto a far amicizia con un nuovo arrivato dell’orfanotrofio.  Un coetaneo che si rifiuta di svelare il suo vero nome, fornendo come unica spiegazione il fatto che quello di battesimo gli era stato dato da chi poi, di fatto, lo aveva abbandonato senza farsi troppi problemi.  Curiosità e sospetto per il ragazzino scombussolano i loro rapporti.  Difficoltà facilmente sormontabili per un gruppo di dodicenni, che presto legano al punto di voler seguire l’esempio dell’ultima recluta, scegliendosi anche loro dei nuovi nomi.                                                                       

L'eternità è un posto noioso di Elonora Piancatelli

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 Buon pomeriggio cari lettori! Sono così contenta di presentarvi il libro di Eleonora Pancatelli, "L'Eternità è un posto noioso".                                                             Titolo: L'eternità è un posto noioso                                                             Autore: Eleonora Piancatelli                                                           Genere: urban fantasy umoristico                                           Disponibile su Amazon in versione cartacea ed ebook Sinossi: Nel mondo esistono esseri sovrannaturali che si mescolano tra gli umani e tra tutti Nestor è il più stressato. Sballottato tra il lavoro scaricatogli dagli altri membri del Consiglio dei vampiri, il controllare che questi non causino danni per noia e occuparsi dell'integrazione dei vampiri con le loro strane ossessioni, contrappasso della trasformazione, Nestor ha decisamente bisogno di bere e dimenticare tutto per alcune ore. Sfortunatamente l'universo forse

Blog Tour: Il futuro che verrà di Francesca Lancini

  Il futuro che verrà. di Francesca Lancini In questo viaggio a tappe, ho avuto l’opportunità di raccontare il mio percorso di scrittrice e di donna. Ho rivissuto gli esordi del tennis e della moda, ho rivelato l’amore per i libri come compagni di viaggio, e di come la maternità sia stato un potente detonatore della creatività. Ho parlato dell’importanza dell’evoluzione personale e degli strumenti che abbiamo a disposizione per porci le domande. Primo fra tutti: la vita, che ci parla con le sue sincronicità. Ma una volta segnata la strada, individuati gli aiutanti e i mentori, che fare? Qual è la tappa successiva? Guardare al futuro con fede, coltivando i sogni. Avere fede non significa per forza abbracciare un credo, una filosofia o una religione. La base della fede è la fiducia in se stessi. Fidere in latino significa confidare ed era una parola che aveva a che fare con la fiducia riposta nel favore degli dèi. Fidere, dunque, con lo sguardo rivolto verso l’alto e con lo sgua

Blog Tour: Francesca Lancini "Incidenti ed evoluzioni"

 Incidenti ed evoluzioni.  di Francesca Lancini In ogni vita, in ogni storia, avviene sempre un incidente scatenante che dà il via alla narrazione (nelle storie) e produce cambiamenti (nelle nostre vite). Ma qual è la differenza? Nei romanzi il protagonista non può evitare a lungo l’evento, si prende del tempo nel quale riflettere, un intervallo che in gergo tecnico si chiama ‘dibattito’, ma poi è costretto ad agire e iniziare il percorso. L’arrivo di Daisy nella vita di Jay Gatsby, l’istinto Lucy di attraversare l’armadio e approdare a Narnia, l’espulsione da scuola di Holden Caulfield e la partenza per New York.  Cosa accade nelle nostre vite? La paura ci paralizza e ignoriamo gli eventi. Quelli stessi incidenti scatenanti che arrivano per insegnarci qualcosa, per spingerci verso il cambiamento, per suggerirci che siamo noi i protagonisti dei quali ci piace leggere le imprese. Siamo noi gli eroi alla ricerca della felicità.  Più li ignoriamo, più gli avvenimenti diventano drammatici:

Blog tour: Scrivere e creare di Francesca Lancini

  Scrivere e creare di Francesca Lancini Ho giocato a tennis per tutta l’adolescenza, ho lavorato nella moda, in televisione, ho viaggiato, scritto racconti, romanzi. Negli ultimi anni mi è capitato di pensare: se dovessi rimanere incinta? Avvertivo un terrore che si accomunava a quello di Marina Abramovic, Flannery O’Connor, Gertrude Stein, Hannah Arendt, Simone de Beauvoir: donne che hanno creduto di dover investire la loro intera esistenza nella ricerca della creatività. Donne convinte che la maternità le avrebbe frenate, limitate, distratte. Non la pensavano così, però, molte scrittrici che ammiro: Toni Morrison, Marilynne Robinson, Natalia Ginzburg, Zadie Smith. Mi sono addentrata nell’argomento quando ho notato quelle due linee rosse solcare lo spazio bianco del test di gravidanza, una sera di gennaio del 2018. In preda al panico, ho letto di artiste che avvertivano dentro di loro il presagio del fallimento mescolato al senso di colpa. Altre che, della maternità, intravede

Terza tappa blog Tour: Francesca Lancini

 Le armi delle donne  di Francesca Lancini  Viola Vento, la voce narrante del mio secondo romanzo, Armi di famiglia, torna a casa per un solo motivo: scoprire perché Olivia, la sorella più piccola, abbia convocato tutti i membri della famiglia in un unico luogo. I Vento si ritrovano così a condividere gli spazi di una grande casa dopo molto tempo: è il pretesto per far esplodere le dinamiche di una famiglia di sole donne, che produce magnifici fucili da caccia. Cosa scoprirà Viola? Nientemeno che se stessa. Non è forse questo lo scopo di ogni viaggio? L’idea di scrivere un romanzo tragicomico su una famiglia di donne che vende armi, è nata dall’idea di raccontare un’apparente contraddizione in termini: la donna e l’arma. La donna dà la vita, l’arma la toglie. Dietro a questo assunto se ne nasconde un altro: il potere assoluto, quello del sovrano. La donna ha il potere di vita o di morte. Non a caso, Viola scopre di essere incinta proprio durante il soggiorno e vive un conflitto laceran

Blog tour: La smemorata dei Parioli

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 " Se questa storia ancora si racconta nelle cene tra i venditori a domicilio non è solo per la sorprendente personalità della protagonista, ma perché serva da monito ai giovani che sottovalutano le insidie della cosiddetta buona società, in particolare nella Capitale. Arrivato a Roma da una piccola città sull’Adriatico più con l’intenzione di fuggire dall’oppressione della provincia che con quella di laurearsi, il giovane Paolo Dentici si ritrovò puntualmente dove la sua indole lo doveva condurre: cioè alla condizione di studente fuori corso alla facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza. Protetto dalla rassicurante qualifica di studente (nonostante un precoce ingrigirsi dei capelli), ma non più dall’assegno che i genitori esasperati gli avevano tagliato allo scoccare del decimo anno di permanenza nella Capitale, il signor Dentici doveva arrangiarsi come meglio poteva per pagarsi l’alloggio, il vitto e un minimo di svaghi. A parte qualche ristrettezza e qualche debito non on

Blog Tour: Tutt'altro che sport di Francesca Lancini

Tutt’altro che sport di  Francesca Lancini Il dolore non esiste, il tempo è il tempo degli altri, la stanchezza è una compagna di viaggio, meglio iniziare a sopportare subito i suoi monologhi. Ho iniziato a giocare a tennis all’età di sette anni, per scherzo, al campo dell’oratorio di paese. A quattordici è diventato un lavoro: allenamento il mattino e il pomeriggio, la sera a scuola, a studiare ragioneria: un luogo nel quale hanno cercato di insegnarmi il significato delle parole dare e avere, anche se lo praticavo ogni giorno, in campo. Lo chiamavano rettangolo di gioco: per i miei compagni era una seconda casa. Il soggiorno era nell’area del fondocampo, i corridoi laterali conducevano al tinello e alla stanza da letto: oltre la rete c’era il vicino di casa che non avresti mai desiderato. Per me era diverso: il campo era la vetrina di un negozio nel quale ero esposta. Mi sentivo rinchiusa in uno spazio insonorizzato in cui le emozioni rimbombavano soltanto dentro di me.

Blog Tour: Motivazioni "La smemorata dei Parioli" di Stefano Brusadelli

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  La Smemorata dei Parioli è la mia quarta prova di narrativa. Con questo libro – dopo due romanzi – sono tornato al genere dei racconti, con il quale ho esordito nel 2010. Avevo molta voglia di scrivere racconti. Per tanti motivi. Scrivere racconti – almeno a me – regala un gran senso di libertà. Quattordici racconti mi hanno dato la possibilità di mettere in scena un gran numero di personaggi anche molto diversi tra loro senza dovermi preoccupare - come appunto deve fare il romanziere – di escogitare un meccanismo (credibile) che li porti a interagire tra loro all’interno di un’unica trama. Mi ha consentito di scrivere quattordici incipit e altrettanti explicit, che giudico i momenti più piacevoli e gratificanti della scrittura. Mi ha permesso di alternare sapori e umori differenti, usando ora un registro più ironico, o grottesco, ora più drammatico. Aggiungo che la scrittura dei racconti mi è sempre sembrata la più vicina a a quella giornalistica, nascendo ( e restando) io un giorna

Blog Tour: Estratti "volevo solo odiarti" di Vivian Edwards

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  Ecco qui la penultima tappa del blog tour! Vi lascio un estratto che mi è piaciuto un sacco!

Blog Tour: Ambientazioni per "La Smorata dei Parioli" di Stefano Brusadelli

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  Lo sfondo de “La Smemorata dei Parioli“ è la Roma borghese. Che è fatta, in realtà di tanti quartieri diversi, spesso molto distanti tra loro, ed edificati in tempi successivi. I primi quartieri eletti a propria residenza dalla nuova classe media-alta arrivata a Roma da tutta Italia dopo il trasferimento della Capitale sono quelli intorno alla stazione Termini e a Prati, quest’ultimo sorto dove un tempo non c’erano che gli umidi pratoni intorno al Castel Sant’Angelo. Lì si stabiliscono gli alti burocrati, gli uomini di finanza, gli avvocati, i notai. Il tono, non a caso, è rimasto severo, sabaudo. L a “seconda ondata“, nel primo dopoguerra, punta su l quartiere Trieste e sui Parioli, che si sviluppano infatti negli anni del fascismo. C’è più verde, le geometrie sono razionaliste, già si respira un clima di maggiore ostentazione. Balduina, Camilluccia, edificate sull’altura di Monte Mario, raccontano la terza ondata, quella del Secondo dopoguerra, arricchita dalla speculazione imm

Blog Tour: Location "Volevo solo odiarti" di Vivian Edwards

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  Ecco qui cari lettori la tappa del romance di Vivian Edwards dove parla delle location!   

Blog Tour: Personaggi Stefano Brusadelli "La smemorata dei Parioli"

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La signora Sanfilippo, uno dei due protagonisti di Spazzatura, ovvero una donna che sciupa la sua vita sempre pretendendone una diversa, ma che però non arriverà mai. Una vittima di sé stessa per ingordigia, ma soprattutto per superficialità. “ Il signore e la signora Sanfilippo rappresentavano una tipica coppia di quella Roma mediamente agiata, scaltra e superficiale, che considera l’esistenza uno spettacolo da inscenare più per suscitare l’invidia altrui che per ottenere la propria soddisfazione. Con due figli già all’università, alle prese con difficoltà economiche alle quali avevano risposto tagliando il necessario pur di continuare ad ostentare il superfluo, impelagati in adulteri che li avevano affinati solo nell’arte della dissimulazione, i coniugi Sanfilippo erano arrivati ciascuno per proprio conto alla convinzione che il loro matrimonio fosse ormai solo un ostacolo al godimento di quell’esistenza più comoda e brillante che ritenevano di meritare“. Quante ce ne sono, di